E-commerce Ricambi

Come recuperare un carrello abbandonato sull’e-commerce di ricambi

Con l’avvento degli acquisti online, sempre più persone preferiscono acquistare prodotti attraverso siti web di e-commerce, questo vale anche per quanto riguarda i ricambi, sia che a volerli acquistare sia un privato o un’officina. Tuttavia, uno dei problemi che affliggono le aziende di e-commerce è la perdita di carrelli abbandonati. Per il professionista di ricambi questo problema è limitato ai carrelli dei privati che magari non hanno l’immediata necessità di acquistare. Le officine invece navigano con uno scopo e se non comprano è perché hanno fatto parallelamente una ricerca su un altro fornitore che è risultato vincente.

 

In questo articolo, esploreremo l’importanza del recupero dei carrelli abbandonati sugli e-commerce e come le aziende possono fare per recuperarli.

 

I carrelli abbandonati sono il risultato di un cliente che ha aggiunto prodotti al proprio carrello ma che non ha completato l’acquisto. Questo può accadere per una serie di motivi, come la mancanza di fondi, la disconnessione internet o una decisione dell’ultimo minuto di non acquistare il prodotto. Tuttavia, per le aziende di e-commerce recuperare i carrelli abbandonati rappresenta un’opportunità di vendita.

 

Secondo una ricerca, il tasso di abbandono dei carrelli degli e-commerce può raggiungere il 70%. Questo significa che, su 10 carrelli abbandonati, solo 3 clienti completano l’acquisto. Questo tasso di abbandono può costare alle aziende di e-commerce migliaia di euro ogni anno in spese pubblicitarie per portare traffico al sito. Per questo motivo, recuperare i carrelli abbandonati è diventato un obiettivo importante per le aziende di e-commerce.

 

Il recupero dei carrelli abbandonati può essere effettuato attraverso una serie di tattiche. Ad esempio, le aziende possono inviare e-mail di follow-up ai clienti che hanno abbandonato il loro carrello. Queste e-mail possono includere sconti o promozioni per incoraggiare il cliente a tornare sul sito web e completare l’acquisto. Inoltre, le aziende possono utilizzare i cookie per mostrare annunci di remarketing ai clienti che hanno abbandonato il loro carrello su altri siti web.

 

Il primo metodo è possibile solo se a mettere nel carrello un prodotto è un utente registrato per cui conosciamo l’indirizzo email. Se non conosciamo invece l’utente, grazie ai cookie possiamo raggiungerlo con annunci a pagamento su Facebook o altri banner che ripropongono i prodotti nel carrello o prodotti che l’utente ha visualizzato.

 

Le aziende possono anche utilizzare la funzionalità di “abbandono del carrello” per catturare l’attenzione dei clienti che hanno abbandonato il loro carrello. Questa funzionalità può includere una finestra pop-up che appare quando il cliente tenta di lasciare il sito web senza completare l’acquisto. La finestra pop-up può contenere un messaggio persuasivo o un’offerta speciale per incoraggiare il cliente a tornare sul sito web e completare l’acquisto.

 

Inoltre, le aziende di e-commerce possono utilizzare l’analisi dei dati per identificare i motivi dell’abbandono dei carrelli. L’analisi dei dati può aiutare le aziende a comprendere i modelli di acquisto dei clienti e a identificare i problemi del sito web che possono influire sull’esperienza d’acquisto dei clienti. Ad esempio, se l’analisi dei dati rivela che i clienti abbandonano il carrello perché il processo di pagamento è troppo complicato, le aziende possono semplificare il processo di pagamento per ridurre il tasso di abbandono del carrello.

 

Oppure se i prodotti che vengono abbandonati sono quelli più cari o con tempi di spedizione più lunghi.

 

In conclusione, il recupero dei carrelli abbandonati è essenziale per le aziende di e-commerce, immaginiamoci appunto un cliente che entra nel vostro magazzino ricambi, comincia a prendere della merce (o vi fa stilare un preventivo) e arrivato al momento di pagare si gira e se ne va. La prima cosa che pensiamo è che quel cliente sia perso, e che forse non voleva comprare realmente… invece è al contrario, si tratta di un cliente che vuole comprare, ha già capito cosa gli serve, e deve solo ritornare per completare l’acquisto.

 

eMotori per il suo e-commerce di ricambi ha scelto la piattaforma open source Prestashop, per cui esistono già diversi modi di analizzare e recuperare i carrelli abbandonati.

 

Se configurerai bene il tuo e-commerce con un po’ di marketing automation (per esempio invio di una email di promemoria dopo 24h sul carrello abbandonato) non avrai solo un negozio online ma una macchina che vende per te.

 

Cosa aspetti, Richiedi una demo!

e-commerce B2C, e-commerce eMotori, e-commerce per ricambisti
Statistiche in officina: come utilizzare i dati dal gestionale per ottimizzare il proprio business
eMotori a Catania per AutoServiceTec 2023

Post correlati